venerdì 30 luglio 2010 ore 15:26,  S. Pietro Crisologo
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FRANCESCO AGELLO
Volare sopra il lago di Garda a 682 chilometri all’ora seduto su un deltaplano con un motore di 2500 cavalli, non era cosa di tutti i giorni. Ci riuscì il maresciallo Francesco Agello, classe 1902, un autentico argonauta dei cieli.
Nativo di Casalpusterlengo, lavorò
come meccanico a Lodi e,dopo aver saggiato alcuni sport come la ginnastica ed il motociclismo, approdò infine a quella che fu la sua vocazione, cioè il volo. Divenuto, per la sua bravura, collaudatore di monoplani idrovolanti C 29 e successivamente del biplano Siai-Marchetti “MC 72”, il 10 aprile 1933 Agello stabilì nel cielo di Desenzano il primato di velocità che l’anno dopo
ritoccò ulteriormente portandolo a 709 chilometri orari. Il suo “bolide rosso” entrò così nella leggenda e le lodi per Agello esaurirono tutti gli aggettivi possibili.
Scrisse a proposito della sua nuova impresa un giornale dell’epoca: “Agello scende nel ventre
del mostro, sa che lo porterà,docile e tremendo, alla conquista. Volevano metterlo in disparte, ma Agello sentiva che quel cuore aveva in serbo ancora il suo miglior palpito. E vanno il cavaliere alato e il suo mostro, liberi finalmente per la grande prova”.
Agello fu promosso, per i suoi meriti, capitano e gli venne conferita la medaglia d’oro al valore aeronautico. Continuò,poi, la sua attività di collaudatore e di istruttore di volo. Morì per un incidedente di volo nel 1942.


ME FA VEGN IN MENT... (di Bruno Pezzini)

Val püsé una volta andà, che cent volte "andém!":
vale di più una volta agire, che cento volte proporsi di agire.

Gh'é püsé temp che vita:
c'è tempo, è inutile affrettarsi.

Andà 'me Ada:
svignarsela.

Catà sü sachet e barilet:
andarsene.

Pian barbé, che l'aqua la scota:
adagio Biagio! Ci vuole prudenza! Attenti a non scottarci!



Chi fosse interessato ad approfondimenti può contattare Bruno Pezzini all'indirizzo: pezzini@lodionline.it



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