venerdì 30 luglio 2010 ore 15:26,  S. Pietro Crisologo
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ETTORE ARCHINTI
Ettore Archinti, scultore, uomo politico, persona di grandissima umanità, morì nel campo di concentramento di Flossemburg il 17 novembre 1944. Vi era stato inviato, dopo essere stato incarcerato a San Vittore, per il generoso aiuto offerto ai prigionieri alleati che erano fuggiti dopo l’8 settembre. Fu la fine di una vita intera spesa per l’arte e la politica. Votato alla scultu ra sin da giovanissimo, Archinti divenne presto un artista affermato. Da uomo sensibile, non potè esimersi dal partecipare al fianco dei più poveri, alla vita politica della sua città. Idealista e non violento convinto, non si presentò alla chiamata alle armi in occasione della prima guerra mondiale e venne per questo arrestato e processato. Nel 1920 fu eletto sindaco di Lodi, dopo la vittoria socialista. La sua Giunta improntò l’amministrazione della città in un senso chiaramente proletario, schierandosi al fianco delle classi lavoratrici, scelta che gli procurò l’opposizione sia del partito popolare, sia della ricca borghesia. La crescita delle violenze fasciste e lo scontro sempre più aspro a livello sociale, faranno naufragare l’amministrazione Archinti a favore dell’ormai dilagante partito fascista.
Con l’avvento del fascismo Ettore Archinti fu vittima, anche come artista, di un pesante ostracismo. La sua umanità, comunque, non venne mai meno e anche dopo il 1943 non si sottrasse ai rischi che l’opposizione militante al fascismo comportava. La sua morte fu il coronamento tragico di una vita spesa per gli altri.


ME FA VEGN IN MENT... (di Bruno Pezzini)

Perdunà l'é da cristian, dešmentegà l'é da bestia.

Ogni fiöl el nas cul sò cavagnöl:
ognuno nasce con il proprio fardello.

Quan' la légur l'é in pé, tüti i can i ghe cùrun adré.

Chi l'è che g'ha giüdìsi, na üša:
chi ha giudizio, ne faccia uso (raccomandazione ai contendenti in una diatriba, cercando di far prevalere il buon senso).

Ghe vör ög e gamba e pö l'é asé no:
l'attenzione non è mai troppa.



Chi fosse interessato ad approfondimenti può contattare Bruno Pezzini all'indirizzo: pezzini@lodionline.it



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