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APPUNTAMENTI
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maggio, 2012
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| AGOSTINO BASSI |
Un lodigiano che diede un grande contributo alle scienze biologiche e mediche fu Agostino Bassi (1773-1856). Nato a Mairago in una famiglia di agricoltori, dimostrò sin dal ginnasio la sua propensione per gli studi scientifici, ma le idee paterne erano di altro genere e fu così che si laureò in giurisprudenza. Questo non gli impedì di continuare a dedicarsi alla sua passione. Già all’Università di Pavia, mentre studiava legge, seguiva anche corsi di fisica, chimica e medicina tenuti da docenti come Spallanzani, Rasori e Volta. In seguito, dopo aver occupato a Lodi incarichi pubblici di una certa rilevanza, una malattia agli occhi lo costrinse ad abbandonare la carriera intrapresa e lo consegnò per sempre ai suoi studi prediletti. Il Bassi le chiamava “agricole sperimentazioni”: queste ricerche lo gettarono sul lastrico ma gli permisero di ottenere risultati scientifici di grande rilievo. Si occupò della coltivazione delle patate, dell’allevamento delle pecore, della produzione di vino da frutti diversi dall’uva, come ciliegie ed arance, e della fabbricazione del “grana lodigiano” su cui scrisse il trattato “Sulla fabbrica del formaggio all’uso lodigiano” (1820). Le ricerche per cui resta giustamente famoso sono quelle relative al “calcino” o “calcinaccio”, la malattia che costituiva un vero e proprio flagello per gli allevamenti dei bachi da seta. Attraverso gli studi sui bachi morti, il Bassi giunse alla conclusione che il responsabile della malattia fosse un agente patogeno che trasmetteva il morbo da un soggetto all’altro. Fu un’autentica rivoluzione in un periodo in cui si tendeva a credere alla generazione spontanea dei microbi. Le ricerche di Bassi confermavano le dottrine di Spallanzani e Rasori che sostenevano la teoria del “contagio vivo”. Agostino Bassi proseguì nelle sue ricerche offrendo anche dei suggerimenti tecnici per debellare il calcino. Grazie a lui nacquero quelle pratiche antisettiche che consentivano di distruggere i microrganismi. Erano norme igieniche che possono sembrare banali, ma che allora erano del tutto disattese anche negli ospedali. Inutile dire che, non essendo il Bassi un cattedratico, le polemiche non mancarono: i riconoscimenti furono di grande rilievo, basti dire che la Francia gli riconobbe il titolo di Cavaliere della Legion d’Onore. Si spense l’8 febbraio 1856 dopo aver profuso tutte le sue energie ed il suo denaro per i suoi esperimenti.
ME FA VEGN IN MENT... (di Bruno Pezzini)
Giald 'me un cavalé:
antico modo di dire riferito a uno dal colore giallastro come un baco da seta (cavalé).
Vün che 'l par un cavalé marüd:
antico modo di direper uno che ciondola, senza spina dorsale, come un baco vicino al momento di fare il bozzolo.
Dané e amicisìa i rùmpun el col a la giüstìsia:
proverbio pessimista, per dire che la giustizia non è uguale per tutti.
Caragnà 'me una vida taiada:
piangere a dirotto (come una vite tagliata, che gocciola umore molto a lungo).
Chi fosse interessato ad approfondimenti può contattare Bruno Pezzini all'indirizzo: pezzini@lodionline.it
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