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APPUNTAMENTI
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maggio, 2012
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| CARLO BESANA |
Nata a Lodi nel 1871, grazie ad un decreto di Vittorio Emanuele II, la “Stazione Sperimentale di Caseificio” trascorre i primi anni tra alti e bassi per poi divenire una realtà viva con la nomina, nel 1879, del suo primo direttore nella persona del prof. Carlo Besana (nella foto). Questi guiderà le sorti della Stazione sino al 1919 e la farà crescere e diventare un punto di riferimento imprescindibile per l’intero territorio. Proprio nella relazione del prof. Besana sui “Trent’anni di attività della "R. Stazione Sperimentale di Caseificio di Lodi", pubblicata nel 1910, sono contenuti i punti fondamentali dell’attività della Stazione. In particolare il lavoro di ricerca è volto a risolvere i problemi inerenti al latte ed ai suoi prodotti; inoltre si provvede con corsi teorico - pratici all’istruzione dei casari; si introducono nuovi macchinari e si curano rapporti con Enti e con privati in ordine ai problemi concernenti la lavorazione del latte. Nel 1919 la “Stazione Sperimentale di Caseificio” viene soppressa ed è istituito l’“Istituto Sperimentale di Caseificio”, autonomo e consorziale. Nuovo direttore è il prof. Fascetti che cura il nuovo corso dell’Istituto sempre più volto alla ricerca ed alla sperimentazione e per questo dotato di un’azienda agraria. Nel 1950 la direzione passa al prof. Carbone ed è in questi anni che vengono creati nuovi laboratori batteriologici, il Centro Latte Alimentare, un nuovo gruppo di case coloniche presso l’azienda agraria dell’Istituto. Nel 1967 abbiamo un nuovo riassetto istituzionale e nasce l’attuale Istituto Sperimentale di Caseificio con sede in Lodi. Vengono ribadite le finalità relative alla ricerca ed all’insegnamento, ma vengono assegnati all’Istituto anche compiti di vigilanza per la repressione di frodi alimentari. Infine è fattiva ed intensa la collaborazione con alcune Università. Oggi l’Istituto continua la sua attività sotto l’egida del Ministero delle Risorse Agricole.
ME FA VEGN IN MENT... (di Bruno Pezzini)
Fa vegn el lat ai genögi:
annoiare, demoralizzare.
Sentìs 'me una pelàia de strachin:
sentirsi stanchissimi, demoralizzati.
Strachin adré al mür e furmag in meš a la strada:
il meglio dello stracchino è vicino alla crosta;
quello del formaggio in mezzo alla forma.
Chi fosse interessato ad approfondimenti può contattare Bruno Pezzini all'indirizzo: pezzini@lodionline.it
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