lunedì 6 febbraio 2012 ore 02:20,  Ss. Paolo Miki e compagni
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EUGENIO CASTELLOTTI
Giuseppe Campari ed Eugenio Castellotti furono due grandi piloti che videro le loro vite spezzarsi tragicamente a bordo di quelle auto che rappresentarono la loro passione e la loro fortuna. Nato a Graffignana nel 1892, Giuseppe Campari fu da sempre un “uomo” Alfa Romeo. Prima meccanico, salì sulle auto da corsa a ventotto anni e cominciò da subito a vincere. Il suo palmares di vittorie comprende un Gran Premio d’Europa a Lione, due Mille Miglia nel ‘28 e nel ‘29, due Gran Premi d’Italia a Monza nel ‘30 e nel ‘31, la Targa Florio in Sicilia nel 1931, il Gran Premio di Francia nel 1933. Personaggio di grandissima simpatia, Campari oltre ad essere un pilota era anche un ottimo baritono, tanto che a 41 anni aveva deciso di lasciare le corse e dedicarsi al canto. Ma l’ultima gara gli fu fatale. A Monza, il 10 settembre del 1933, morì in un incidente col suo compagno Borzacchini. Eugenio Castellotti nacque a Lodi nel 1931. Sua passione viscerale erano le auto e nel 1952, dopo aver vinto il Gran Premio del Portogallo, entrò nella scuderia Ferrari. Numerose le sue vittorie. Citiamo la Targa Florio, il Gran Premio del Venezuela, la Mille Miglia del 1956, la 12 ore di Sebring ed il Gran Premio di Francia. Campione italiano assoluto nel 1955 e nel 1956, morì anch’egli tragicamente in un incidente, a Modena, nel 1957.


ME FA VEGN IN MENT... (di Bruno Pezzini)

Val minga cur, ma rivà a temp:
l'importante non è correre, ma arrivare per tempo.

Cavalon de Munsa,
i ghe dìšun trota pian,
ghe met trè ure e meša
da Lod a 'ndà a Milan:
trastullo infantile, cantato simulando il trotto del cavallo col bambino sulle ginocchia.

Andà föra de scaradeša:
uscire di carreggiata, deviare dalla retta via.



Chi fosse interessato ad approfondimenti può contattare Bruno Pezzini all'indirizzo: pezzini@lodionline.it



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