venerdì 30 luglio 2010 ore 15:29,  S. Pietro Crisologo
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GIANSTEFANO CREMASCHI
Gianstefano Cremaschi nacque a Ospedaletto Lodigiano l'8 agosto 1853. Diventato maestro elementare, insegnò per un anno in provincia di Avellino. Nominato titolare della locale scuola elementare, fece ritorno a Ospedaletto. Sposò una giovane maestra di Corno Giovine dalla quale ebbe ben otto figli.
L'insegnamento, che svolse per molto tempo, era a quei tempi un compito estremamente oneroso dato l'alto numero di alunni da seguire.
Egli trovò tuttavia il tempo e le forze per interessarsi alle vicende storiche locali: dalle sue meticolose ricerche scaturì un opuscolo di venti pagine in cui narrava, sulla base di una rigorosa documentazione, storie e avvenimenti di Ospedaletto in un linguaggio però accessibile ai suoi compaesani.
Il suo interesse, in seguito, fu rivolto al vernacolo. Esordì come scrittore in dialetto locale a 27 anni e da allora pubblicò per oltre mezzo secolo, dal 1880 al 1929. Tra le sue opere, "'L marcà dla cara vù", "Un Casalin e un Cudugnin alla sagra dla Maiocca" (1909) "L bagul dl donn in dla stala" (1881). L'ultima "fatica" letteraria fu "L testament dl por Pin".
Tutti i suoi lavori, provenienti dalla raccolta dello storico Giovanni Agnelli che fu suo intimo amico, sono conservati nella Civica Biblioteca Laudense.
Morì nella sua casa di Ospedaletto Lodigiano il 20 marzo 1935 e fu sepolto nel locale cimitero dove le spoglie riposano tuttora.


ME FA VEGN IN MENT... (di Bruno Pezzini)

Trè done e un cò d'ài, e 'l mercad l'é bele fai:
basta che si incontrino tre donne...
e le chiacchiere da mercato sono assicurate.


Gh'èra una volta Piru de molta,
casca una guta, Piru se cupa:
nonsenso in cantilena.

Ašnin cagamarenghin/ašnin cagašechin:
asinello prodigioso delle fiabe popolari, che defecava monete d'oro (marenghi/zecchini).



Chi fosse interessato ad approfondimenti può contattare Bruno Pezzini all'indirizzo: pezzini@lodionline.it



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