venerdì 30 luglio 2010 ore 15:38,  S. Pietro Crisologo
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SAN GUALTERO
Quella di Gualtero è un’esistenza segnata dai sacri crismi della santità fin dalla giovinezza; anzi il suo destino fu marcato dall’aureola della benedizione celeste ancor prima della nascita visto che i due genitori Aliprando e Adelazia, ormai avanti con gli anni, fecero il voto di consacrare il possibile figlio al servizio divino nella Basilica di San Pietro a Roma. Così avvenne. Gualtero, nato intorno al 1184, fu portato in pellegrinaggio a Roma ed educato alla vita religiosa. Vestito l’abito dei Frati Ospitalieri a soli quindici anni, alla morte del padre vendette tutti i suoi beni e distribuì il ricavato in elemosine. Dopo aver operato presso l’Ospedale di S.Bartolomeo, sostenuto dal Prete Everardo che rappresentava il Vescovo, fece richiesta ai Consoli del Comune di Lodi per ottenere un appezzamento di terra dove costruire il suo Ospedale della Misericordia. Conseguito il permesso, fece sorgere questo luogo di assistenza e di preghiera in una località alle porte di Lodi, chiamata Fanzago. I viandanti bisognosi erano accolti dai “fratelli” e dalle “sorelle”, guidati da Gualtero. Fu l’inizio di una serie di luoghi di accoglienza che sorsero grazie al dinamismo ed alla fede immensa di Gualtero che da parte sua dava un esempio straordinario di cosa significasse offrire la propria vita al Signore. Gualtero morì a soli quarant’anni, nel luglio del 1224. Un fatto emblematico dimostra la grande venerazione dei lodigiani per San Gualtero. Nel 1384 le sue reliquie furono trafugate dalla Misericordia e nascoste in San Biagio. Una sollevazione popolare costrinse i frati di San Biagio a restituire le spoglie che vennero riportate alla Misericordia con una solenne processione guidata dal Vescovo Paolo Cadamosto. Le notizie intorno a San Gualtero ci giungono dalla “Vita” scritta da Bonus Ioannaes Canonicus, che gli studiosi identificano col canonico Bon Giovanni della famiglia dei Sommariva.


ME FA VEGN IN MENT... (di Bruno Pezzini)

Tüti i santi i ütun:
quando si è nel bisogno, ogni aiuto è ben accettato.

Andà a tö la perdunansa:
fare una breve visita in chiesa, in sostituzione della Messa.

Tüte le urasion i finìsun in gloria:
tutti i salmi finiscono in gloria; per dire che la lingua batte dove il dente duole, o anche che tute le occasioni son buone per far festa.



Chi fosse interessato ad approfondimenti può contattare Bruno Pezzini all'indirizzo: pezzini@lodionline.it



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