lunedì 6 febbraio 2012 ore 02:19,  Ss. Paolo Miki e compagni
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TARANTASIO
Tarantasio, drago gigantesco che sceso con la piena dell'Adda rimase impantanato nei pressi dell'antica Lodi. Era il periodo in cui l'Adda, per mancanza di argini allagava la campagna, creando il lago Gerundo. Un altro lago, il lago Barili o Barisii, stavolta formato dal Lambro e dal Po, si estendeva nella bassa, lambendo San Fiorano, Fombio, Retegno, Santo Stefano e Guardamiglio. L'enorme serpente uccideva i lodigiani col suo alito fetente. Il vescovo Bernardo convocò clero e popolo, durante l'ottava di Natale dell'anno 1299. Si fecero processioni, preghiere, penitenze, e si fece voto di innalzare un tempio alla Trinità e a San Cristoforo. Al termine degli otto giorni di suppliche, il 1 gennaio, le acque si ritirarono parecchio lasciando nella secca il corpo senza vita del terribile mostro affrontato e ucciso dal gigantesco Santo.
Per adempiere la promessa che il Vescovo e i fedeli laudensi avevano fatto, sulla costa dell'Adda, fu costruita la Pieve in onore di Cristoforo: si narra che in questa chiesa, ancora secoli dopo, era appesa alla volta un grande osso di cetaceo trovato sulla sabbia dell'Adda, quale resto dello scheletro di Tarantasio.
Il culto del "Portatore di Cristo" (così è rappresentato il Santo, con il Bambino sulla spalla) si diffuse per tutto il Lodigiano.


ME FA VEGN IN MENT... (di Bruno Pezzini)

O mùster!:
caspita!

Tre robe i brüšun püsé del fögh: la gelušia, l'invidia e 'l giögh.

E per šigo šago,
salta föra el mago,
cun la pirela rusa,
cun la pipa in buca,
el te farà murì:
tiritera "horror" che, cantilenata in modo scherzoso,
riusciva a divertire il bambino.



Chi fosse interessato ad approfondimenti può contattare Bruno Pezzini all'indirizzo: pezzini@lodionline.it



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