lunedì 6 febbraio 2012 ore 02:16,  Ss. Paolo Miki e compagni
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UGUCCIONE DA LODI
Le notizie biografiche relative ad Uguccione da Lodi sono assai scarse. Nacque probabilmente a Lodi nel penultimo decennio del secolo XII e visse oltre la prima metà del XIII secolo. Come scrisse Cesare Malusardi “le identificazioni proposte con questo o quello dei concittadini dell’epoca non attraggono né convincono: non priva di una certa suggestione per le affinità tra le azioni del personaggio proposto e la forza morale e oratoria del poeta, ma, comunque inammissibile, è l’identificazione con Uguenzonus Brina, uomo pubblico aperto ed ardito, podestà di Lodi nel 1160. Ci è dato tuttavia di cogliere il carattere, le convinzioni, l’operato del nostro autore e illustre concittadino poeta attraverso le opere indiscusse e quelle con buon fondamento attribuite, e ci è permesso di supporre quali fossero le attività da lui esercitate sulla base delle conoscenze specifiche che egli rivela e delle preoccupazioni e degli interessi che egli mostra più vivamente di sentire”. Uguccione da Lodi fu molto probabilmente un cavaliere dedito al “mestiere delle armi”; si convertì quand’era ormai vecchio ed iniziò allora a scrivere e predicare la parola di Dio ed a condannare la vanità del mondo. Gli studiosi hanno riconosciuto come opere di Uguccione il “Libro di Uguçon da Laodho”, il “Liber Antichristi” e la “Contemplazione della morte”. Come scrisse ancora il Malusardi, “ovunque nelle opere di Uguccione, spira «un’aura di solitudine». Egli ci appare un mistico che fu già cavaliere epicureo, un asceta che fu già campione d’armi, un solitario che già non visse che nella follia, ed ancora ha negli orecchi gli echi, nel cuore i richiami, nella memoria le immagini della vita che fu morte, mentre medita e fa meditare la morte che è vita”.


ME FA VEGN IN MENT... (di Bruno Pezzini)

Quan' vün na pöd pü, el se volta in vers Gešü:
quando uno è disperato, chiede aiuto al Cielo (la fede come ultima speranza).

Mortus est in camiciola, mortus est non pü sifula:
per dire scherzosamente "morto stecchito" (in latinorum).

Chì gh'è el mort, e chì se caragna:
chi perde, paga (detto sarcasticamente, nel gioco delle carte).



Chi fosse interessato ad approfondimenti può contattare Bruno Pezzini all'indirizzo: pezzini@lodionline.it



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