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APPUNTAMENTI
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febbraio, 2012
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| TIZIANO ZALLI |
Tiziano Zalli nacque nel 1830 a Lodi e non ancora diciottenne partecipò ai moti del 1848 arruolandosi nel Battaglione Studenti.
Al ritorno degli Austriaci continuò la lotta clandestinamente, sottoscrivendo il Prestito Nazionale lanciato da Mazzini. Zalli contribuì attivamente alla vita politica e sociale della propria città e del proprio Paese impegnandosi personalmente in prima linea, organizzando la spedizione in Sicilia di 234 volontari che andarono ad ingrossare i ranghi dei garibaldini. Nel 1866,nella Terza Guerra d’Indipendenza, Zalli si arruolò volontario nel corpo garibaldino dei bersaglieri Lombardi. Condividendo le idee politiche della Sinistra Storica di Cattaneo e di Mazzini, Zalli fondò la Società Generale di Mutuo Soccorso degli Operai per contribuire alla redenzione dalla miseria dei ceti poveri ed umili attraverso la formazione di iniziative mutualistiche e cooperative.
Nel 1864,sotto le direttive di Luigi Luzzatti, giovane economista che diventerà suo amico fraterno, Zalli diede vita alla Banca Mutua Popolare Agricola di Lodi, istituto che voleva essere neutrale sia al confessionalismo cattolico sia al classismo socialista.
Personaggio aperto a tutte le sollecitazioni, il 18 ottobre 1874 costituì la “Società Lodigiana di Ginnastica e Scherma” e ne diventò il primo presidente. Fu una delle prime società sportive in Italia ed ebbe la sua sede in una palestra che il Comune aveva ricavato da una chiesa sconsacrata. Lodi era così all’avanguardia anche nello sport. Dieci anni dopo la società sportiva prendeva il nome di “Fanfulla” ed i suoi atleti, primi in Italia, cominciavano ad indossare le casacche bianconere. Zalli,nel corso di tutta la vita, ebbe ben presente la necessità e l’urgenza di creare assistenzialismo attivo; promosse per questo il patronato “Scuola Famiglia” per tenere i bambini lontano dalla strada e per integrare l’attività scolastica; nel 1900 si occuperà delle case
per i lavoratori e di una Società delle Lavandaie. Morì nel 1909 e Lodi, riconoscente, gli dedicò una via.
ME FA VEGN IN MENT... (di Bruno Pezzini)
Cun gnent se fa gnent:
senza mezzi non si ottengono risultati.
I dané i dànun:
i soldi portano alla dannazione (e qualcuno conclude maliziosamente con "chi l'è che ghe n'ha no")
Dané fa dané:
il danaro genera danaro.
Roba e dané i van due ghe n'é.
Chi fosse interessato ad approfondimenti può contattare Bruno Pezzini all'indirizzo: pezzini@lodionline.it
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